La scuola

Marzuolo, Bianchetto, Bianco Pregiato, Scorzone o Nero Pregiato; sono i tanti tartufi dell’Alto Tevere Umbro. Difficile distinguerli, ma da quattro anni è possibile andare a scuola per imparare l’arte del tartufaio. Premiata anche dal Ministero delle Politiche Agricole nell’ottobre scorso, la scuola del tartufo è l’esperienza più emozionante per un appassionato di tartufi.

Si parte con una lezione in casa dove vengono date informazioni sul tartufo, cenni storici, informazioni sulla loro crescita, le stagionalità, le varie tipologie di tartufi, le tecniche per la ricerca.

Marzuolo, Bianchetto, Bianco Pregiato, Scorzone o Nero Pregiato; sono i tanti tartufi dell’Alto Tevere Umbro. Difficile distinguerli, ma da quattro anni è possibile andare a scuola per imparare l’arte del tartufaio. Premiata anche dal Ministero delle Politiche Agricole nell’ottobre scorso, la scuola del tartufo è l’esperienza più emozionante per un appassionato di tartufi.

Si parte con una lezione in casa dove vengono date informazioni sul tartufo, cenni storici, informazioni sulla loro crescita, le stagionalità, le varie tipologie di tartufi, le tecniche per la ricerca.

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Info
Email:      agriturismo.casolare@gmail.com
Website:  http://www.agriturismo-casolare.it
Tel/Fax    +39.075.8559642        
Mobile            +39.335.5247644
 
STORIA DEL TARTUFO
 

Il tartufo, delizioso frutto della terra, é un vero e proprio tesoro sotterraneo. Con il suo intenso profumo e originale sapore è tra i più misteriosi esseri del regno vegetale. Una protuberanza che già nell’antichità meravigliò botanici e naturalisti e ancora adesso conserva i suoi segreti con molta gelosia.

I Romani lo chiamavano semplicemente “tuber”, che in latino significa gonfiore, bitorzolo. Aristotele ed altri autori antichi come Pitagora gli attribuirono facoltà afrodisiache, Plutarco era convinto che si formasse in seguito a turbolenze atmosferiche, col favore di tuoni e fulmini, che derivasse da strane radici vaganti staccatesi dalle piante madri, o grumi prodotti da fermentazioni della terra. Solo verso il secolo XII cominciò ad usarsi il nome “terrae tuffolae” che si contrae in “tartuffole”, da cui “tartufo”.

Pico nel 1788 nella sua tesi di laurea in medicina a Torino, discutendo sui funghi per la prima volta attribuì al tartufo bianco la denominazione di “tuber magnatum”.

IL TARTUFO NELLA MIA FAMIGLIA

Dagli anni ’50 infatti, Carlo Bartolini, ancora bambino barattava manciate del prezioso tubero trovato nei boschi con l’aiuto del suo cane, con  uova fresche o un piccolo animale del contadino. …”
Questa meravigliosa arte del tartufaio è stata tramandata da Carlo a Matteo, che a sua volta ha addestrato il suo cane, Sole, con il quale si diletta nella ricerca del tartufo per poi gustarlo sulla propria tavola insieme ai clienti ed alla famiglia. Si perchè oggi questa esperienza la possono vivere in prima persona anche gli ospiti dell’agriturismo Cà Solare e conoscere questa antica arte nella teoria e nella pratica.Vengono spiegati i vari tipi di tartufo presenti in natura, la loro stagionalità e le regole per una ricerca responsabile, nel rispetto della natura circostante. Dopo la parte teorica si parte per l’avventura nel bosco che a seconda del periodo dell’anno risulta più o meno impegnativa e ricca di “raccolto”.Il cerchio si chiude quando gli ospiti si uniscono alla famiglia intorno alla stessa tavola per degustare i prelibati piatti a base di tartufo.

Al visitatore proveniente dalle città viene offerta l’opportunità di verificare gli aspetti particolari e generali dei rapporti tra uomo, ambiente e mondo del tartufo e la loro salvaguardia.

L’attenzione verso questa innovativa idea ha attirato anche l’attenzione di   Agrisole de “Il Sole24Ore” che ha pubblicato lo scorso autunno un bel articolo dedicato al prodotto Ricerca del Tartufo presso l’agriturismo Cà Solare esaltando il bel esempio di imprenditorialità giovanile portato avanti da Matteo Bartolini. L’originalità dell’offerta turistica, che nel tempo è stata integrata anche con corsi di cucina e conservazione del tartufo che fanno da corollario al prodotto Ricerca del Tartufo, hanno incuriosito anche il Sol Levante. Una troupe televisiva giapponese ha infatti girato presso l’azienda agricola Amistad una puntata di  un programma televisivo dedicato alle culture rurali italiane andato in onda in Giappone a gennaio 2008. Ultimo riconoscimento in ordine di tempo, è un premio ricevuto dal Ministero per le Politiche Agricole.

 

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